
Antichi giochi La “Pelota”
di Margherita Arancio
Antico e tradizionale è il gioco basco per eccellenza e costituisce ,con la danza,il divertimento preferito delle popolazioni vascongadas, tanto che non c’è città ,borgo o piccolo paese basco che non abbia il suo pelotaleku, ovvero frontòn nel quale, nei giorni festivi, i giovani si cimentano in gare infuocate che sono seguite sempre da un folto pubblico. Il gioco della pelota sembra aver avuto inizio nell’anno mille quando, nel paese Basco dal clima molto umido e piovoso,si cominciarono a costruire sottoportici negli edifici comunali e pubblici per soffermarvisi in caso di pioggia. Il gioco, praticato soprattutto dai giovani Euzkaldunak, era soltanto un passatempo non certo spettacolare, si lanciava la palla di cuoio contro un muro da breve distanza e questo gioco corto si chiamava Pasaka. Tuttora ,in qualche parte ,si pratica il gioco corto, ma si tratta di casi rari. Il campo di gioco normale è formato da uno spazio rettangolare con un suolo di cemento lungo 55-60 metri e della larghezza di 10-12 metri, delimitato da tre alti muri: uno di battuta, che costituisce il vero e proprio frontòn sul quale si scaglia la palla, uno laterale che corre lungo il lato sinistro, uno di fondo. I giocatori, detti peloteris, scendono in campo in gruppi (equipos) di quattro, divisi in due coppie rivali, formati ognuna da un battitore e da una spalla ,che devono disputare, appunto, el partido de pelota.
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