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0021

Le mascheredi Maimone


Riti agrari per la richiesta della pioggia rivolti a Dioniso
di Alberto Pisci

Si narra, con elementi non del tutto privi di fondamento, che nella seconda metà del '700 un gesuita di nome Giovanni Battista Vassallo avesse percorso il cuore barbaricino della Sardegna, con l'intento di estirpare quella semente pagana assai diffusa nell'isola, laddove la Chiesa non era riuscita nei secoli precedenti.

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0003-San-Rocco2

Vasto


Sagra delle campanelle di San Rocco
di Elvio Masciulli

Nella splendida piazza Rossetti, dagli anni 60 il 16 agosto si ripete la tradizionale sagra delle campanelle di San Rocco, a ricordo del Santo pellegrino che, nel suo andare per villaggi e contrade segnalava, col suono della campanella legata al suo bastone di viandante, la sua condizione di malato.

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TRA FEDE E SUPERSTIZIONE


La lettera del diavolo



0005-LETTERA-DEL-DIAVOLO

Un giorno……..

di Margherita Arancio

Un giorno lontanissimo arrivò ad Agrigento un uomo molto bello, elegante e dall’aria di gran signore. Gli Agrigentini lo ammiravano e gli portavano rispetto, lui era molto cordiale perché, birbante, voleva conquistare una giovane ragazza della quale si era innamorato perdutamente. Quella giovane, nata ad Agrigento il 29 Maggio 1645, era (al secolo) la principessa Isabella Tomasi di Lampedusa poi, dopo aver preso i voti, divenuta Suor Maria del Crocifisso, antenata dell’autore del Gattopardo; era un bocciolo di rosa, bella, armoniosa e fresca. Ma ohimè, nelle vesti di quel gentiluomo si celava il“ diavolo” che cercava di conquistare la giovane con offerte di grandi tesori. Ella davanti a quell’uomo provava molto fascino, ma avvertiva qualche cosa che la impauriva e la faceva allontanare, perché Dio era in lei.
Il maledetto infuriato dai continui dinieghi decise di mandarle una lettera molto insidiosa e le scrisse: ”leghiamo in una sola anima le nostre due anime e la felicità sarà nostra”. Questa e tante altre proposte fece il diavolo alla povera ragazza che non ebbe più pace perché sentiva di amarlo ma voleva fuggire voleva credergli ma una voce misteriosa le sussurrava di non credergli anzi di scappare da lui. Il giorno seguente alla lettera la Madonna andò in sogno a Isabella e le disse: ”so quanto soffri, prega e consegna quella epistola al tuo confessore e sarai salva”.
Al risveglio la fanciulla, più serena e libera, seguì il consiglio.
Lo stesso giorno la missiva fu nelle mani del servo di Dio che la recapitò al Vescovo il quale la conservò nei forzieri dell’Arcivescovado.
La ragazza fu salva e il maledetto tornò nel suo buio regno, Isabella si ritirò nel Monastero di Palma di Montechiaro,
I caratteri e la grafica della lettera sono incomprensibili e sembrano appartenere ad una lingua sconosciuta. Le sole cose leggibili per noi sono la data 11 Agosto 1676 le parole “ io” e “ohimè ” . Nelle stesse casseforti sono custoditi due preziosi cofanetti bizantini del XII secolo, in smalto azzurro e oro (si tratta di due reliquari di cui uno contiene un braccio del Beato Matteo Cimarra).
La lettera rimane a testimoniare la luce di Dio contro le tenebre. Che sia storia, che sia leggenda, è un mistero come una suorina possa aver scritto una lettera combinando elementi di diversi alfabeti, da quello greco a latino a quello runico degli yazidi , una comunità religiosa che vive in Iraq (adoratori del diavolo).
Un gruppo di studiosi del " Ludum Scienze Center" di Catania stanno tentando di tradurla.

E' la storia della mente e dei sogni, delle speranze di una nobile fanciulla, la storia di un paese, di un Regno, di un’epoca, di una civiltà.
LA FEDE ALBERGA NEL CUORE DI OGNI CRISTIANO


0002

La Vergine Velata


Una delle opere più celebri di Giovanni Strazza
di Pippo Gagliano
​​
Ispirazione e significato: "La Vergine Velata" rappresenta la Vergine Maria velata mentre sorregge il corpo di Gesù Cristo. Questa scultura è un simbolo di purezza e devozione, e riflette la maestria artistica e la sensibilità emotiva di Strazza nel catturare l'espressione di tenerezza e compassione della Vergine.

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Il Presepe Vivente a Lentella


di Elvio

PL01
Lentella è un paesino in provincia di Chieti, in Abruzzo, arroccato sulle colline prospicienti il golfo di Vasto, a circa 400 metri sul livello del mare. Posto alla confluenza tra il fiume Trigno che segna il confine col Molise e il suo affluente, il Treste, gode di una stupenda vista che, ad Est, scopre l'ampia vallata, con San Salvo e le grandi industrie del vetro e dell'automotive, che si estende fino al litorale vastese; verso Sud il territorio molisano, da Termoli sul mare ai paesi dell'entroterra come Montenero, Mafalda, Guglionesi, Montemitro, ecc.; negli altri quadranti Furci e San Buono ai piedi della Majella, il Gran Sasso d'Italia e, nelle giornate più limpide , in lontananza, Chieti.

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 0001

Esperienze particolari di turismo religioso


La Via di San Benedetto, cammino spirituale nel cuore d'Italia che attraversa luoghi incantevoli per arte e natura

Immerso nel verde dell'Appennino centrale, il Cammino di San Benedetto offre un'esperienza di turismo religioso unica e ancora poco conosciuta.

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0021

Le mascheredi Maimone


Riti agrari per la richiesta della pioggia rivolti a Dioniso
di Alberto Pisci

Si narra, con elementi non del tutto privi di fondamento, che nella seconda metà del '700 un gesuita di nome Giovanni Battista Vassallo avesse percorso il cuore barbaricino della Sardegna, con l'intento di estirpare quella semente pagana assai diffusa nell'isola, laddove la Chiesa non era riuscita nei secoli precedenti.

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Il Presepe Vivente a Lentella


di Elvio

PL01
Lentella è un paesino in provincia di Chieti, in Abruzzo, arroccato sulle colline prospicienti il golfo di Vasto, a circa 400 metri sul livello del mare. Posto alla confluenza tra il fiume Trigno che segna il confine col Molise e il suo affluente, il Treste, gode di una stupenda vista che, ad Est, scopre l'ampia vallata, con San Salvo e le grandi industrie del vetro e dell'automotive, che si estende fino al litorale vastese; verso Sud il territorio molisano, da Termoli sul mare ai paesi dell'entroterra come Montenero, Mafalda, Guglionesi, Montemitro, ecc.; negli altri quadranti Furci e San Buono ai piedi della Majella, il Gran Sasso d'Italia e, nelle giornate più limpide , in lontananza, Chieti.

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0002

La Vergine Velata


Una delle opere più celebri di Giovanni Strazza
di Pippo Gagliano
​​
Ispirazione e significato: "La Vergine Velata" rappresenta la Vergine Maria velata mentre sorregge il corpo di Gesù Cristo. Questa scultura è un simbolo di purezza e devozione, e riflette la maestria artistica e la sensibilità emotiva di Strazza nel catturare l'espressione di tenerezza e compassione della Vergine.

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TRA FEDE E SUPERSTIZIONE


La lettera del diavolo



0005-LETTERA-DEL-DIAVOLO

Un giorno……..

di Margherita Arancio

Un giorno lontanissimo arrivò ad Agrigento un uomo molto bello, elegante e dall’aria di gran signore. Gli Agrigentini lo ammiravano e gli portavano rispetto, lui era molto cordiale perché, birbante, voleva conquistare una giovane ragazza della quale si era innamorato perdutamente. Quella giovane, nata ad Agrigento il 29 Maggio 1645, era (al secolo) la principessa Isabella Tomasi di Lampedusa poi, dopo aver preso i voti, divenuta Suor Maria del Crocifisso, antenata dell’autore del Gattopardo; era un bocciolo di rosa, bella, armoniosa e fresca. Ma ohimè, nelle vesti di quel gentiluomo si celava il“ diavolo” che cercava di conquistare la giovane con offerte di grandi tesori. Ella davanti a quell’uomo provava molto fascino, ma avvertiva qualche cosa che la impauriva e la faceva allontanare, perché Dio era in lei.
Il maledetto infuriato dai continui dinieghi decise di mandarle una lettera molto insidiosa e le scrisse: ”leghiamo in una sola anima le nostre due anime e la felicità sarà nostra”. Questa e tante altre proposte fece il diavolo alla povera ragazza che non ebbe più pace perché sentiva di amarlo ma voleva fuggire voleva credergli ma una voce misteriosa le sussurrava di non credergli anzi di scappare da lui. Il giorno seguente alla lettera la Madonna andò in sogno a Isabella e le disse: ”so quanto soffri, prega e consegna quella epistola al tuo confessore e sarai salva”.
Al risveglio la fanciulla, più serena e libera, seguì il consiglio.
Lo stesso giorno la missiva fu nelle mani del servo di Dio che la recapitò al Vescovo il quale la conservò nei forzieri dell’Arcivescovado.
La ragazza fu salva e il maledetto tornò nel suo buio regno, Isabella si ritirò nel Monastero di Palma di Montechiaro,
I caratteri e la grafica della lettera sono incomprensibili e sembrano appartenere ad una lingua sconosciuta. Le sole cose leggibili per noi sono la data 11 Agosto 1676 le parole “ io” e “ohimè ” . Nelle stesse casseforti sono custoditi due preziosi cofanetti bizantini del XII secolo, in smalto azzurro e oro (si tratta di due reliquari di cui uno contiene un braccio del Beato Matteo Cimarra).
La lettera rimane a testimoniare la luce di Dio contro le tenebre. Che sia storia, che sia leggenda, è un mistero come una suorina possa aver scritto una lettera combinando elementi di diversi alfabeti, da quello greco a latino a quello runico degli yazidi , una comunità religiosa che vive in Iraq (adoratori del diavolo).
Un gruppo di studiosi del " Ludum Scienze Center" di Catania stanno tentando di tradurla.

E' la storia della mente e dei sogni, delle speranze di una nobile fanciulla, la storia di un paese, di un Regno, di un’epoca, di una civiltà.
LA FEDE ALBERGA NEL CUORE DI OGNI CRISTIANO


0003-San-Rocco2

Vasto


Sagra delle campanelle di San Rocco
di Elvio Masciulli

Nella splendida piazza Rossetti, dagli anni 60 il 16 agosto si ripete la tradizionale sagra delle campanelle di San Rocco, a ricordo del Santo pellegrino che, nel suo andare per villaggi e contrade segnalava, col suono della campanella legata al suo bastone di viandante, la sua condizione di malato.

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Esperienze particolari di turismo religioso


La Via di San Benedetto, cammino spirituale nel cuore d'Italia che attraversa luoghi incantevoli per arte e natura

Immerso nel verde dell'Appennino centrale, il Cammino di San Benedetto offre un'esperienza di turismo religioso unica e ancora poco conosciuta.

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Le mascheredi Maimone


Riti agrari per la richiesta della pioggia rivolti a Dioniso
di Alberto Pisci

Si narra, con elementi non del tutto privi di fondamento, che nella seconda metà del '700 un gesuita di nome Giovanni Battista Vassallo avesse percorso il cuore barbaricino della Sardegna, con l'intento di estirpare quella semente pagana assai diffusa nell'isola, laddove la Chiesa non era riuscita nei secoli precedenti.

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TRA FEDE E SUPERSTIZIONE


La lettera del diavolo



0005-LETTERA-DEL-DIAVOLO

Un giorno……..

di Margherita Arancio

Un giorno lontanissimo arrivò ad Agrigento un uomo molto bello, elegante e dall’aria di gran signore. Gli Agrigentini lo ammiravano e gli portavano rispetto, lui era molto cordiale perché, birbante, voleva conquistare una giovane ragazza della quale si era innamorato perdutamente. Quella giovane, nata ad Agrigento il 29 Maggio 1645, era (al secolo) la principessa Isabella Tomasi di Lampedusa poi, dopo aver preso i voti, divenuta Suor Maria del Crocifisso, antenata dell’autore del Gattopardo; era un bocciolo di rosa, bella, armoniosa e fresca. Ma ohimè, nelle vesti di quel gentiluomo si celava il“ diavolo” che cercava di conquistare la giovane con offerte di grandi tesori. Ella davanti a quell’uomo provava molto fascino, ma avvertiva qualche cosa che la impauriva e la faceva allontanare, perché Dio era in lei.
Il maledetto infuriato dai continui dinieghi decise di mandarle una lettera molto insidiosa e le scrisse: ”leghiamo in una sola anima le nostre due anime e la felicità sarà nostra”. Questa e tante altre proposte fece il diavolo alla povera ragazza che non ebbe più pace perché sentiva di amarlo ma voleva fuggire voleva credergli ma una voce misteriosa le sussurrava di non credergli anzi di scappare da lui. Il giorno seguente alla lettera la Madonna andò in sogno a Isabella e le disse: ”so quanto soffri, prega e consegna quella epistola al tuo confessore e sarai salva”.
Al risveglio la fanciulla, più serena e libera, seguì il consiglio.
Lo stesso giorno la missiva fu nelle mani del servo di Dio che la recapitò al Vescovo il quale la conservò nei forzieri dell’Arcivescovado.
La ragazza fu salva e il maledetto tornò nel suo buio regno, Isabella si ritirò nel Monastero di Palma di Montechiaro,
I caratteri e la grafica della lettera sono incomprensibili e sembrano appartenere ad una lingua sconosciuta. Le sole cose leggibili per noi sono la data 11 Agosto 1676 le parole “ io” e “ohimè ” . Nelle stesse casseforti sono custoditi due preziosi cofanetti bizantini del XII secolo, in smalto azzurro e oro (si tratta di due reliquari di cui uno contiene un braccio del Beato Matteo Cimarra).
La lettera rimane a testimoniare la luce di Dio contro le tenebre. Che sia storia, che sia leggenda, è un mistero come una suorina possa aver scritto una lettera combinando elementi di diversi alfabeti, da quello greco a latino a quello runico degli yazidi , una comunità religiosa che vive in Iraq (adoratori del diavolo).
Un gruppo di studiosi del " Ludum Scienze Center" di Catania stanno tentando di tradurla.

E' la storia della mente e dei sogni, delle speranze di una nobile fanciulla, la storia di un paese, di un Regno, di un’epoca, di una civiltà.
LA FEDE ALBERGA NEL CUORE DI OGNI CRISTIANO


Il Presepe Vivente a Lentella


di Elvio

PL01
Lentella è un paesino in provincia di Chieti, in Abruzzo, arroccato sulle colline prospicienti il golfo di Vasto, a circa 400 metri sul livello del mare. Posto alla confluenza tra il fiume Trigno che segna il confine col Molise e il suo affluente, il Treste, gode di una stupenda vista che, ad Est, scopre l'ampia vallata, con San Salvo e le grandi industrie del vetro e dell'automotive, che si estende fino al litorale vastese; verso Sud il territorio molisano, da Termoli sul mare ai paesi dell'entroterra come Montenero, Mafalda, Guglionesi, Montemitro, ecc.; negli altri quadranti Furci e San Buono ai piedi della Majella, il Gran Sasso d'Italia e, nelle giornate più limpide , in lontananza, Chieti.

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Sagra delle campanelle di San Rocco
di Elvio Masciulli

Nella splendida piazza Rossetti, dagli anni 60 il 16 agosto si ripete la tradizionale sagra delle campanelle di San Rocco, a ricordo del Santo pellegrino che, nel suo andare per villaggi e contrade segnalava, col suono della campanella legata al suo bastone di viandante, la sua condizione di malato.

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La Vergine Velata


Una delle opere più celebri di Giovanni Strazza
di Pippo Gagliano
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Ispirazione e significato: "La Vergine Velata" rappresenta la Vergine Maria velata mentre sorregge il corpo di Gesù Cristo. Questa scultura è un simbolo di purezza e devozione, e riflette la maestria artistica e la sensibilità emotiva di Strazza nel catturare l'espressione di tenerezza e compassione della Vergine.

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Esperienze particolari di turismo religioso


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